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La torre cilindrica, che rafforzava l’angolo sudorientale della cinta muraria,
sorge in via Augusto Meloni, illustre studioso moscianese,
professore di medicina veterinaria di Napoli (Mosciano Sant’Angelo, 1863 - Napoli,
1937). È denominata torre Meloni dallo storico moscianese Gaetano
Zenobi, che per primo ha ricostruito l’antico borgo
fortificato con due disegni assonometrici, rispettivamente a
cura di Pietro Flaiani e di Armando Cacchiò. È stata
restituita di recente e
ribattezzata dal nome
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degli attuali proprietari torre Ze-da, acronimi di Zechini e d’Ascanio.
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Lo storico Zenobi così la
descrive: “Torre dott. POMPIZI: cilindrica, resa al comune;
vi sorge sopra attualmente il semicerchio del Largo Savini
(storico)”. La torre, a pianta circolare, segnava l’angolo
nordorientale dell’impianto difensivo. Con l’altra torre
cilindrica (oggi torre Zeda) aveva il compito di sorvegliare e
respingere gli assalti del nemico verso l’ingresso, l’elemento
per sua natura più vulnerabile di tutta la struttura fortificata.
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Essa sporge, come del resto le altre
torri della cinta muraria, esternamente rispetto al perimetro delle mura, per consentire
il tiro di fiancheggiamento sull’assalitore. In dizione locale è lu
turrànë ‘il torrione’ o la tarrë dë lu bbellëvëdà. [
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